lunedì, 26 novembre 2007 @ 18:16
L'errore dei sensi o della mente che falsa la realtà. Il rappresentarsi la realtà non quale essa è, ma quale si vorrebbe che fosse; vana speranza.
L'arte dell'illusione mi ha sempre affascinato, il poter essere quello che non si è, una rosa può anche essere bellissima ma nasconde sempre le spine.
Io stesso sono l'illusione di me stesso, il rendermi repellente sperando che qualcuno riesca a vedere dietro a tutte quelle assurdità che mi caratterizzano, imparando ad apprezzarle e riuscendo a scoprire anche quello che premo a tenere nascosto.
Mi piace, a volte, assaporare sprazzi di quell'appagamento che dà l'essere accettati ed amati, fingendo di conoscersi da sempre, illudendosi di volersi bene e che tutto sia il coronamento di un affetto costruito col tempo.
Il brutto delle illusioni è che rimangono sostanzialmente inganni, destinati quindi a cadere come castelli di carte. Ed ogni volta mi risveglio confuso e solo, indeciso sul da farsi, con un senso di vuoto ancora più grande di quello che aveo cercato di colmare, solo.
Ed è per questo che si cerca di non pensare, ma essendo la strada più semplice è anche quella che fa più male. E' meglio quindi riflettere su tutto ed aspettare che qualcuno riesca a vedere quella disperata richiesta d'aiuto in uno sgardo spento che si perde nel vuoto quando tutti ridono con te.
giovedì, 23 agosto 2007 @ 09:24
Dei ricordi ne ho già parlato, i miei ricordi, di come ricordo le cose e di come mi piace ricordarle. Non ho mai pensato però a come le persone mi ricordano, spesso ne ho accennato ma senza mai dargli troppa importanza. JeSuisPop dice, Bibi pensa - le frasi non sono nuove e questi due esempi fanno parte di un gruppetto ristretto - , ma non ho mai apprezzato che loro si ricordassero di me, dei miei cambiamenti, che ricordassero con malinconia, perchè gli sono mancato, con rabbia, perchè non gli piaceva com'ero, ricordi felici, dei bei momenti trascorsi insieme, ma soprattutto ricordi da ricordare, per non dimenticarmi mai.
Mi piace che le persone si ricordino di me, mi piace che le persone ricordino com'ero, felice. Mi piace che le persone che, dopo aver ricordato com'ero, capiscano il mio disagio e cerchino di mettermi in situazioni in cui solo da uno sgardo riesco a trasmettere che sono felice.
E' per questo che ultimamente devo ringraziare Giangy, o LaTroia, o tanti altri pseudonimi che ho usato ma solo e sempre per la stessa persona. Cambiava di volta in volta, di bene in male e viceversa. Non avevo capito, che in fondo, è lui il più simile a me, più di quanto lo siano tante altre persone, che sente ogni volta il bisogno di cambiare. Ultimamente è l'unico che riesce a farmi uscire di casa, l'unico che mi fa sorridere, l'unico con cui non mi pesa parlare.
A te e a tutte quelle persone che mi sostengono volta dopo volta, anche quelle che sul blog non sono mai state nominate, come Fla, o quelle lontane che non ho mai conosciuto, o quelle vicinissime che mi riaccolgono ogni volta, grazie.
mercoledì, 22 agosto 2007 @ 08:40
Più forte che mai torna Sonia, era un po' che non si faceva sentire e siceramente stavo cominciando a preoccupari. Come al solito si è portata dietro quell'apatia e quel dover pensare che mi annoiano e mi stancano sempre di più.
L'altro giorno ho dormito quasi diciassette ore. Ogni tanto mi svegliavo e, guardandomi intorno, non vedevo la necessità di alzarmi o comunque di fare qualsiasi altra cosa, quindi tornavo nei miei sogni che, anchessi, ultimamente non mi danno tutto il supporto morale di cui ho bisogno.
Negli ultimi tempi penso troppo, tendo anche ad isolarmi per pensare meglio. Quale sarebbe il modo migliore per mostrarmi agli altri? Se si è belli come si è, qual'è il bisogno di cambiare e perchè se ne sente la necessità? Probabilmente è solo una questione di egocentrismo, esattamente come alla fine lo sono il quaderno e il blog. Forse è anche il mio egocentrismo ad attrarre tutte le persone che mi stanno intorno ma, purtroppo, anche ad allontanare quelle di cui ho bisogno.
Ognuno è artefice del suo male e, a quanto pare, vale per tutti i mali.
martedì, 31 luglio 2007 @ 10:07

Non credo che in molti sappiano che il mio nome non ha significati particolari, peraltro per quanto mi riguarda. "Colui che aiuta", "quello che guida", praticamente si abolisce la mia identità, il mio libero arbitrio, possibile che il mio destino è quello di controllare gli altri?
Spesso ci penso e penso che non sia una delle cose migliori che possano capitare. Sarà fattore di egoismo o forse è voglia di libertà, il problema è che non sento la vocina dentro che dice Non farlo!.
Ultimamente la questione mi grava sempre di più sulle spalle la sento insostenibile.
Non mi sembra che qualcuno abbia mai guidato Cicerone o Virgilio, quindi dovrei mettermi l'anima in pace e convincermi che il mio sarà un viaggio introspettivo che affronterò completamente solo, ovviamente mentre faccio da guida turistica al pupazzo di turno. Ammetto che come responsabilità è importante e dovrebbe anche essere motivo di vanto, tipo quando tuo figlio diventa prete, ma quando non hai il merito delle cose che fai tenere la testa alta diventa impossibile.
Sicuramente però rimango con poche certezze, poche ma buone. Ho la consapevolezza di rimanere sempre quello che sono senza plasmarmi a immagine e somiglianza di chi mi sta intorno, che odio e derido certe cose ormai è diventato più che palese.
Probabilmente la mia vendetta consisterà appunto in questo, vedendolo abbandonato a se stesso una volta che il GrandeCapo piscerà tutto perchè non ci sarà più nulla che possa interessargli. Quando tornerà da me, perchè tutti tornano, avendo capito che è stato un amico solo perchè era amico di, chiederà asilo e sarà lì che io gli toglierò anche quelle magre cose che gli avrò lasciato.
Probabilmente non resisterò a rimenere a guardare. Mha, poi si vedrà.
mercoledì, 25 luglio 2007 @ 22:05
Cronos, dio del tempo. Ora non ho un panteon davanti e quindi non ricordo di chi è figlio oppure la sua prole o la compagna, è un po' che non rinfresco l'argomento. Mi sembra di ricordare comunque che fosse il padre di Zeus, quest'ultimo era l'unico figlio superstite dal padre che aveva mangiato tutti i suoi figli per paura di essere spodestato.
Il tempo controlla tutto ciò che è mortale, anche la morte è portata anch'essa dal tempo se nella vita non si hanno complicazioni di carattere fisico. Il tempo può migliorare le cose, il tempo può rovinarle, può rafforzare i legami e annebbiare i ricordi. Forse era appunto questa la paura di Cronos, il non poter controllare i propri figli perchè, essendo divinità anch'essi, avrebbero goduto dell'immunità dal padre, quando si è immortali il tempo non ha molta importanza.
Peccato che io non abbia questo tipo di potere, a mio malgrado sono destinato a compiere diciotto anni per il resto della mia vita. Forse il problema è che la vita ha una fine, un traguardo. La paura del rimpianto, Avrei potuto..., Sarebbe stato bello... e Se l'avessi fatto..., probabilmente nessuno vuole ritrovarsi a dire cose simili a novant'anni. Molti si autoconvincono che sia una cosa sbagliata, che non si fa. Il problema è sempre lo stesso, tuffarsi o meno da un trampolino che, probabilmente, è troppo alto per alcuni. Vedo persone che hanno trovato il coraggio di tuffarsi anche se, forse, troppo tardi, e ancora non hanno la piena consapevolezza delle proprie azioni. Ho visto persone che si sono tuffate prima di ogni previsione, guardandole non capivo, anche se avevo uno strano spirito d'ammirazione che per norma non ci sarebbe dovuto essere. Forse saranno felici, forse più avanti si accorgeranno di aver sbagliato tutto. Ma forse se ci si tuffa presto si possono fare più esperienze, stare meglio con se stessi. E se poi ci si accorgesse di aver sbagliato tutto? Forse è questo che spaventa per il salto.
Volevo fare un discorso molto alla larga, ma temo che si sia drasticamente capito di cosa sto parlando, almeno risulta palese per chi mi conosce, forse da Settembre le cose saranno più chiare, lo spero.
mercoledì, 18 luglio 2007 @ 14:03
In teoria, quando una persona si sveglia, l'unico pensiero che dovrebbe occupargli la mente è una sorta di grande BIP, tipo quelli di quanto salta un VHS oppure un programma alla televisione. La mia invece si affolla di pensieri. Come fare, cosa dire, dove andare, ma solitamente la più frequente è cosa comprare. Cosa devo comprare per essere migliore, per far più bella Monia, insomma, per rendere migliore anche lei. Sarà che una cosa che mi ha sempre colpito è l'estetica delle cose, il come apparire. Da come una cosa appare tu puoi cercare di capirla o, più semplicemente, vedi se ti piace o meno. Tutto questo nella speranza di non rimanere soli. Tutti cercano di apparire per portare a loro persone che possano somigliargli.
Per quanto mi riguarda, forse, sono sempre stato troppo camaleontico ma con la speranza di spiccare rispetto agli altri. Ogni volta quindi dovevo essere diverso, essere più o meno appariscente nel gruppo per differenziarmi ed essere notato. Addirittura adesso mi ritrovo a ballare nel mezzo dei due sessi. Di persone con cui stare ne ho sempre avute a volontà fortunatamente e, a volte, anche se rimanevo da solo mi accorgevo che non lo ero mai completamente. Sarà ma ultimamente la sensazione di essere solo mi ha preso. Sarà per i miei coinquilini: Jaja ogni due mesi ha un ragazzo solitamente carino con cui cerca di instaurare una storia che sembra dover durare anni ma spesso finisce lì con l'arrivo di una nex entry, Polly quasi simile ma rapportato tutto a tre - quattro giorni. Ergo, spesso e volentieri mi ritrovo in mezzo a coppiette appena nate, quelle della peggior specie, e situazioni imbarazzanti che, spesso, lo sono solo per me. Destrggiandomi tra ti amo e staremo per sempre insieme mi trovo a pensare che domani sono due anni che ti vengo dietro e che probabilmente due anni fa sono iniziati i miei calvari, vabbé!
Concludendo e quindi arrivando al succo, quando una persona comincia ad apparire quella che è spesso rimane da sola, parlo per esperienza peronsale e guardando un po' di persone. Spesso si viene derisi.La cosa che ancora devo capire è se è meglio rimanere quel che si è e aspettare una sorta di premio finale oppure omologarsi lla massa e cominciare ad urlare simil - ti amo e cose simili tutto nella speranza di non aver sbagliato da principio.
Si conclude quindi il primo post tratto dalle scritture del diario di Emily regalatomi per il compleanno da Jaja. Sicuramente meglio che utilizzare pezzettini di carta trovati in giro. Non vi lamentate se non si capisce tutto, cioè che si capisca ancora meno del solito, ma ho deciso di non modificare quello che scrivo e quindi riportarlo esattamente. Tenere da conto che ogni volta che scrivo non sto nel pieno delle mie facoltà.